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Il lavoro nella grafica e i giusti compensi.

pubblicato da silvia, il 30 Apr 2009

In questo primo articolo ho deciso di parlare di una tematica che interessa un po’ tutti e riguarda due argomenti: 

  1. “E' giusto lavorare gratis?"
  2. “Quale è il compenso più giusto da chiedere?

Navigando su internet ho trovato diversi articoli interessanti e diverse opinioni contrastanti.

Iniziamo con la 1° domanda:  “E' giusto lavorare gratis?".

Molti sostengono che lavorare gratis all’inizio sia utile e giusto in quanto non si dispone delle conoscenze necessarie per trattare in modo del tutto professionale un lavoro su commissione e quindi non si ha l’esperienza adatta per chiedere un corrispettivo per il lavoro svolto.Indubbiamente l’esperienza fa acquisire punti di vantaggio, ma questo non implica l’erogazione di un servizio gratuito da parte di un grafico o web design, meglio diciamo del creativo in questione solo perché non ha nessuna esperienza lavorativa alle spalle. La cosa più giusta in questi casi è non supervalutarsi  e sovrastimare il proprio lavoro, ma rimanere nei limiti, magari abbassando un po’ il proprio compenso, ma sicuramente non renderlo pari a 0!

A chi vi dice che è troppo o che pensava di meno, chiedetegli se secondo lui chiamando un tecnico per riparare il computer questo verrebbe a ripararglielo gratuitamente per  pochi soldi o addirittura gratis per fare un po’ di esperienza? O se durante l’apertura di un nuovo forno, il fornaio all’inizio gli regala il pane, per impararlo a fare meglio? Beh io non penso che questo possa avvenire, pertanto mi chiedo perché dovrebbe farlo un creativo solo perché è alle prime armi. Un insegnante, un giorno a lezione ci fece una lezione su questo argomento ed iniziò con il chiederci di valutare economicamente un nostro progetto, stimando quindi un compenso adeguato per il lavoro fatto. Molti di noi, ovviamente un po’ intimoriti e spaesati, stabilirono  un compenso basso. Lui ci fece capire che così facendo attribuivamo un valore basso, se non nullo, a noi stessi, e di conseguenza avremmo trasmesso ai nostri clienti, che sia noi che il nostro lavoro valevamo poco se non niente.

Se non diamo valore noi al nostro lavoro e alle nostre capacità, come potranno i nostri clienti averne stima?

“Il cliente ha sempre ragione”, ma sicuramente non dovete dargli la possibilità di “mettere becco” sul vostro lavoro, perché vi capiterà spesso di incontrare clienti che credono di saperne più di voi (anche se sono per esempio avvocati) e di svalutare poi le vostre capacità. Dimostratevi professionalmente autoritari e dimostrate senza esitare le vostre conoscenze nonostante la poca esperienza alle spalle. Bisogna anche dire che, lavorare gratuitamente, danneggia economicamente il mercato del design, facendo diminuire sempre di più le possibilità lavorative nel settore.

Per concludere, fate sempre pagare il vostro lavoro, perché non facendolo questo toglierà valore a voi. Se volete farvi un po’ di esperienza e lavorare “gratis” si piò sempre partecipare ai concorsi, oppure creare progetti personali (anche inventandoli) per ampliare il proprio potfolio, ed infine c’è sempre la possibilità di creare lavori su commissione per le associazioni di volontariato, le onlus, ecc… così da applicare le proprio conoscenze a favore di persone ed enti che aiutano a loro volta altra gente.

Continuiamo il discorso con la 1° domanda: “Quale è il compenso più giusto da chiedere?”

Qualcosa già abbiamo accennato precedentemente, parlando dell’esperienza. Quando si deve stimare il prezzo di un lavoro bisogna tener conto di alcuni fattori importanti, quali:

  • I costi di gestione, quindi Hardware (computer, schermo, supporti per i backup), Software, manuali e libri per rimanere aggiornati, spazi/o web, connessione ad internet, telefono, luce, acqua, gas, ecc… Ovviamente questi costi sono riferiti a coloro che svolgono un’attività lavorativa autonoma, quindi da freelance con partita iva.
  • Le capacità e l’esperienza, come già detto precedentemente avere un ricco bagaglio di lavori alle spalle fa acquisire punti di vantaggio con il cliente, vi fa sembrare più professionali e adatti a portare a termine in modo adeguato un lavoro su commissione, convincendolo così più facilmente che il prezzo che gli avete presentato è “corretto”. E’ pertanto giusto che chi ha l’esperienza necessaria si possa permettere di applicare tariffe più alte, ma anche le conoscenze e le abilità sono importanti. Le vostre abilità potrebbero permettervi di effettuare un maggior numero di lavori “piccoli” a prezzi più bassi, ma ovviamenti in tempi minori, così da ampliare il vostro portfolio ed l’esperienza in poco tempo e acquisire maggiori credenziali da sfruttare poi con i vostri clienti futuri. Una volta ottenuta una certa abilità nel settore, i vostri lavori potranno trasmettere un’immagine positiva e considerevole della vostre persona o azienda, facendovi sembrare sempre più professionali. Questo vi permetterà di attirare a voi clienti notevoli, società di dimensioni più grandi che cercano professionalità e stabilità.Ovviamente si deve sempre tenere presente che il vostro cliente indipendentemente dalla sua “dimensione”, ignora totalmente tutto l’ambiente della grafica, ma si comporterà come se fosse “il signor Armando Testa in persona“. Sta a voi istruirlo, facendogli capire che c’è gente che studia e si impegna per fare questo lavoro (grafico, illustratore, web designer, ecc..) e che non basta saper usare qualche strumento di Photoshop o InDesign. Nessuno si sveglia la mattina e si improvvisa esperto di grafica, web design o pubblicità. 

Conclusione

Fate capire al cliente attraverso i vostri lavori , che se si vuole distinguere dalla massa e farsi notare deve scegliere voi, ma se vuole questo deve anche pagare il giusto!

Purtroppo non esiste un albo professionale che stabilisca le tariffe da applicare, ma esistono diverse discussioni su interet che potrebbero aiutarvi a stimare un compenso adeguato per ogni lavoro.

Uno di questi è: www.lavoricreativi.com/forum/index.php?showtopic=2278

A presto.

Silvia | www.slatdesign.com

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